CAMMINO DI SANTIAGO – LE 5 Lezioni di vita che imparerai percorrendolo

Quando nel 2014 ho deciso di percorrere da sola, a piedi, il Cammino di Santiago, non avevo la più pallida idea di quale fosse la motivazione. Nonostante sia fermamente convinta che tutti possano intraprendere questa esperienza, credo che ci sia un momento specifico, nella vita di ognuno, in cui è l’alchimia del Cammino a chiamare i tuoi passi su quei magici sentieri.

 

Pirenei francesi. Da Saint Jean a Roncisvalle

 

E proprio per questo, ho imparato, già dalla partenza la lezione numero 1;

 

  • NON TUTTI I SENTIERI SONO DESTINATI A NOI. Se per tutti è tracciato un Cammino è anche vero che ci sono percorsi non destinati a noi e se ci sforziamo o ci ostiniamo ad andare fuori rotta, in un modo o in un altro, il destino ed il Cammino stesso, faranno in modo di riportarci dove eravamo destinati ad andare. Ho conosciuto molte persone lungo il Cammino che hanno iniziato quest’esperienza in maniera forzata o spinte da motivazioni non del tutto proprie; il Cammino lo sa che non è il tuo momento e ti riporta allo start. Viceversa, se sei sulla strada giusta tutti gli elementi saranno favorevoli.

 

 

  • VIAGGIARE DA SOLI CI AIUTA A CAPIRE CHI SIAMO. Può spaventare all’inizio ma dopo aver mosso i primi passi ci renderemo conto dell’immensità delle cose da scoprire e delle persone da conoscere, una di queste in particolare, noi stessi. Spesso condizionati da chi circonda e dal sistema di credenze in cui siamo radicati, durante quest’esperienza riusciamo a costruire un dialogo sincero con noi stessi attraverso la fatica, il silenzio e l’esercizio del Cammino.

 

 

  • LO ZAINO COME METAFORA DI VITA. Il peso eccessivo, che sia di cose inutilizzate o emotivo, diventa zavorra, ci rallenta e non ci fa procedere come dovremmo. Dopo qualche tappa si inizia a lasciare tutto quel materiale che non è essenziale, col sudore e la fatica andranno via tutte le energie bloccate che non lasciavamo fluire e questo ci farà procedere, nella vita e lungo il Cammino, “leggeri”!

 

 

  • OGNI PELLEGRINO CHE INCONTRERAI SARÀ TUO MAESTRO. Ogni persona, anche quelle con cui scambierai solo il saluto “buen camino”, è lí per insegnarti qualcosa. Durante il mio cammino ho incrociato una coppia di koreani, marito e moglie, lui stava percorrendo il cammino scalzo, la moglie lo precedeva di qualche passo cantando per lui e suonando una campanella. Da loro ho imparato il rispetto per il cammino altrui, per la diversità di partenza, percorso e conclusione dei propri passi. Si può stare accanto e camminare insieme solo se c’è rispetto e comprensione profonda per i passi di chi ci segue o ci precede.

 

 

  • IL VERO CAMMINO INIZIA QUANDO COMPRENDI CHE LA VITA PULSA E SI MANIFESTA DURANTE IL VIAGGIO. La meta non è il fine ultimo del pellegrino, l’arrivo non rappresenta mai la fine ma solo un nuovo inizio. La vera soddisfazione è comprendere le lezioni vissute e sperimentate durante il viaggio. Dopotutto, la nostra vita, è la somma delle esperienze e delle emozioni provate.

 

 

Ho impiegato quattro anni a metabolizzare l’esperienza del Cammino. Forse perché il vero Cammino inizia da quel Chilometro 0 di Finisterre in poi, forse perché proprio quando pensiamo che tutto sia finito, che la terra stessa abbia raggiunto una sua fine, la vita ci sorprende con qualcosa di meraviglioso.

 

 

 

BUON CAMMINO! Clicca qui per vedere tutte le foto.

 

2 comments

  1. Salvatore 6 Maggio, 2020 at 10:08 Rispondi

    Grazie mille Maria 🙂
    Sergio Bambaren in non so quale suo libro, dice che ci sono tre strade quella che gli altri ritengono “giusta” (successo), quella “sbagliata” (fallimento), e poi un ultima strada quella giusta per noi… (felicità)!
    Il cammino di Santiago.. sono anni che ci penso 🙂

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