COSA VOGLIONO LE DONNE?

Chi disse donna disse ossimoro.

Mi sento un ossimoro vivente ha esclamato oggi la mia amica mentre piangevamo, di risate, sul latte – vegetale – versato. 

L’ossimoro, secondo l’enciclopedia Treccani, è una figura retorica che consiste nell’unione sintattica di due termini contraddittori, in modo tale che si riferiscano a una medesima entità. L’effetto che si ottiene è quello di un paradosso apparente.

Intelligente la ragazza. 

Noi fanciulle, ci proviamo ad essere regine di retorica – manco poi tanto – poi però accade che proprio gli ormoni ce li fate saltare in aria come fuochi d’artificio, e non per delizie di letto.

Ma torniamo a noi donne e all’ossimoro vivente che siamo. Siamo contraddittorie, si. Siamo un paradosso, sì, non apparente ma vivente. Nella stessa identica situazione e relazione potremmo volere cose identiche o diametralmente opposte e forse anche contemporaneamente, ma ragazzi, ragazzi miei, qui il problema non è più il latte vegetale versato, non solo almeno, ma anche – e soprattutto – quello a cui siamo intolleranti.

Di latte e lacrime ne abbiam versato tutte e poi si sà, piovono sempre lacrime sul bagnato e a bagnarsi son sempre i panni che non hai lavato in famiglia e ritrovarsi al circo della banalità è un attimo.

Quindi ci sono io, single convinta e la mia amica innamorata e fidanzata dai tempi del liceo. Ecco, com’è possibile che mentre facciamo la spesa lamentiamo gli stessi identici problemi? Io scelgo il latte di soia e mi lagno degli uomini che sono banali e lei, che ama il suo uomo da prima ancora che nascesse mi confida che tutto sommato, anche stare in coppia non è che sia tutto questo scintillio. Allora chiamo un’altra mia amica che è sposata e le chiedo se ha anche lei lo stesso problema e lei mi dice che, sì, manca sempre qualcosa ma ora deve chiudere perchè la suocera sta per assaltarle casa.

Tuttavia accade che poi due domande te le fai e ti rendi conto che, tutto sommato, non tutte le storie sono uguali ma bensì identiche. 

Già, identiche. 

Ogni storia è una never ending story ma senza la bellezza degli anni ’80 di cui oggi ci è rimasto veramente poco. Ma se lo chiedi a loro, i fottuti geni della nostra generazione, quelli del: che ti farei! Ti prenderei! e Se-io-potrei!, se lo chiedi a loro, sono capaci di affermarti a testa a alta e con estrema convinzione che loro amano gli anni ’80. Quello che però non sanno, è come siano finiti ingoiati, digeriti, metabolizzati e cagati in questa società 20-20 in cui si sono perfettamente adattati, omologati e standardizzati.

Tempi duri per i sapiosessuali che ancora credono alla fottuta intelligenza o, un’intelligenza, sperano di fottersela davvero…

Ma torniamo all’ossimoro. È possibile che si desideri la libertà, l’autonomia e l’indipendenza ma, allo stesso tempo, anche un minimo di galanteria che – e ne ho già scritto – non esclude nessun tipo di affermazione femminile. È possibile che una donna voglia portarsi a letto un uomo al primo appuntamento ma non per questo doversi ritrovare in quelle adolescenziali situazioni in cui lui sparisce. E voi vi chiederete, ma se si condivide solo il sesso, che senso ha sentirsi? Ecco, ve lo dico io: il sesso, qui inteso come W.O.D. sociale e che fa bene a maschietti e femminucce, ha bisogno di essere alimentato. Ma ve lo spiego meglio.

Sediamo col culo su sedie dell’ikea finemente organizzate fuori locali illuminati da lucine low cost, sempre dell’ikea: quanto ci piace lo scintillio!

Teniamo le gambe sul puff e dall’angolo del divano guardiamo la borsa di Vuitton che, insieme a tutto il resto dell’accessorame, vale molto di più di quel cesso di casa in cui ci siamo ridotte a vivere.

Ma come sia possibile che una che ha speso fior fiori di euri in grandi griffe, si sia ridotta a vivere così?

Non ci siamo adattate, non ci siamo omologate, non ci siamo per nulla stabilizzate e manco stabilite, perché noi, il nostro futuro, lo vediamo come una linea d’orizzonte da scoprire. E, se la teoria della terra piatta è vera, come ha cercato di farmi capire qualche caso umano fa, precipiteremo, ma noi, nel dubbio, ci godiamo anche il precipizio che comunque ti fa sentire quel vuoto nello stomaco tipico delle montagne russe.

Abbiamo deciso, molti anni fa, che sognare era più importante di qualsiasi stabilità e così, in questa folle corsa verso i sogni, siam cadute in una povertà emotiva che ci riempie di una ricchezza rara: la libertà. 

Ecco, noi donne ossimoro siamo così. Anche in caso di stabilità vogliamo il brio dell’incertezza e dev’emozione, forte, esplosiva, quella che chiudo lo stomaco per intenderci.

Dicevamo, si piangeva sul latte vegetale versato e si pensava a quelle cose che vogliamo e che non riusciamo a spiegare.

Chiaramente parliamo di relazioni. Non importa quale sia il tipo di relazione che intrattieni con una donna, lei vorrà emozionarsi, e bada bene uomo alla cazzata che sto sparando: emozionarsi in determinati fasi della vita è anche più bello che essere amate!

Lancio un sondaggio su instagram: cosa vogliono le donne?

Gli uomini, attenti e sempre sensibili alle mie perplessità, rispondono in coro: non lo sappiamo!

Lo immaginavo, ed eccovi cosa penso io.

Ora, chiariamo una cosa, a prescindere dal tipo e dal livello di relazione che si stabilisce con una persona, le donne vogliono brio, scintillio, flirt, petardi nel cervello, sinapsi glitterate e fantasie multicolor. Non importa che nel nostro armadio ci siano solo abiti di tutte le tonalità di nero possibili e immaginabili; quando si tratta di relazioni noi vogliamo sbrilluccichio.

Tempi duri per chi fugge la banalità!

Abbiamo più abiti appesi che occasioni colte, più scarpe in bella vista che passi falsi fatti verso qualcuno: siamo stufe, stanche e annoiate dalla banalità

Qualche sera fa, mentre parlavo con un sessista, estremista e omofobo, mi sono resa conto che tutti questi uomini hanno una cosa in comune: sono prevedibili. Questo lo affermo con estrema umiltà perchè al caso umano in questione avevo già tracciato il profilo dopo due messaggi ma, presa dall’ego, volevo la prova schiacciante del mio intuito. LE AZZECCO TUTTE!

Ma torniamo a noi.

Fateci caso, che si tratti di sesso, frequentazione, fidanzamento, convivenza, matrimonio, trombamicizia o semplicemente tromba, senza amicizia, le donne vogliono tutte la stessa identica cosa: E MO ZIO NAR SI!

E questo risulta impossibile quando si diventa prevedibili.

Il piattume, il grigio topo, i tacchi a mezz’asta e le banalità ci rendono isteriche, perché noi, davvero, non capiamo come facciano gli uomini a non capirlo.

Ora lo so che le donne stanno tirando un sospiro di sollievo mentre gli uomini si grattano la testa all’altezza della fontanella.

Questa roba è difficile da spiegare. Quando si parla di emozioni bisognerebbe partire dalla scienza medica passando per la psicologia e poi alla vita folle di tutti i giorni. Io, ricercatrice della vita e affamata di emozioni, applico il processo inverso, parto dalla vita di tutti i giorni per studiarmi, ne faccio esperienza, e poi lascio che un esperto mi spieghi la teoria: così la cosa non influenza le mie azioni e son libera di sbagliare in maniera originale. Nel commettere errori, proprio come per il look, bisogna reinventarsi ed essere originali.

Sto divagando, lo so. Ma mi piace un sacco.

Torniamo ad oggi. Torniamo a quest’epoca social in cui tutto sembra passare da una foto ritoccata su instagram.

Fatemi capire: ci siamo inventati programmi per modificare le foto e dopo un po’ di tempo ci siamo convinte di dover diventare noi come quelle foto ritoccate?

Tuttavia, l’amore passa anche per di là. Ditemi un po’, da quanto tempo non vi capita di conoscere un uomo o una donna per caso, per strada, face to face, in metro, libreria, bar, pizzeria, lavanderia ia ia o…?

Ti cuorano le foto e tu devi dedurre da quello che qualcuno sia interessato a te?

Reaction alle storie e quindi sei partecipe della mia vita?

E vabbè, così va e noi sembriamo stare al gioco ma poi la storia si ripete e tutti si svelano per il clichè che da sempre sono. Non uomini ma menabò. Personalità abbozzate con tutta una serie di didascalie che spacciano per contenuti che rifilano a te e ad altri 127 utenti della rete al solo scopo di applicare la famosa tattica “addò coglio, coglio!

Vengo – si spera – e mi spiego.

Ok che abbiamo detto addio al corteggiamento e al romanticismo, ma un minimo di originalità, non pensate sia il caso di tirarla fuori dal cilindro?

Le donne vogliono emozionarsi, e che si tratti di una notte di sesso o dell’amore di tutta una vita, non potete rifilarci piattume come insalate tristi che siamo costrette a mangiare d’estate per entrare nei jeans.  Non siete dei jeans, non dobbiamo adattarci a voi per stare bene insieme. In realtà non dobbiamo nemmeno stare insieme, non siamo tenuti a farlo e quindi la condivisione dev’essere esplosiva altrimenti: ciaone!

In questo lungo studio che conduco sui rapporti umani e sociali, in cui la cavia – si sappia – sono io, mi sono resa conto che tutti – e dico tutti – gli elementi esaminati, hanno dato vita allo stesso identico e patetico clichè. Ti cuoro. Reaction. Ti scrivo. Ti farei e ti direi –  e sei fortunata se non sbagliano il condizionale – per poi trascendere nella banalità.

Il problema è relazionale o comunicativo?

Il problema è la comunicazione che non emoziona e l’emozione che non viene comunicata. E non si tratta di citarci le poesia d’amore di Tagore, no. Si tratta di mantenere vivo l’interesse di una donna, anche solo per un appuntamento, anche solo per un incontro, anche solo…

Cosa è successo alla comunicazione tra uomini e donne?

A me pare che nei rapporti viviamo costantemente in tre: io, tu e le emoticon.

Le emoticon, che in realtà dovrebbero essere un valore aggiunto alla comunicazione, sono diventate un valido sostituto per i pigri di mano e stitici di lessico. Per quelli che il telefono non serve per parlare, figuriamoci per comunicare, ma per chattare, giocare…

Mi mandi un faccina? Ok, ma il vaffanculo si avvicina.

Io divago, divago e divago con la speranza di allargare gli orizzonti del lettore, perché si sa, quando si parla di donne è difficile restare tra le righe, tocca strabordare, smarginare, esageratamente smarginare.

E molti non lo fanno, sono un ctrl c – ctrl v del precedente, stessi tasti per tutti gli appuntamenti, e la cosa ci annoia.

Vi prego di non sentirvi offesi. Il mio papà dice sempre che “’o buon se salva a sulo” per cui, se siete diversi, se siete originali, se sapete ancora flirtare, corteggiare, comunicare ed essere different, fatemelo sapere, scrivetemi e condividete con me le vostre tecniche di seduzione così aiutiamo i menabò ad infelicitare meno la vita delle fanciulle. 

Le mie esperienze, tuttavia, restano ironiche e inconcluse, come molte delle esperienze di cui fa collezionismo una donna, per cui, su questa faccenda, mi avvalgo della facoltà di far rispondere la mia amica https://psicoscortese.wordpress.com

Riuscirà la nostra psicologa a tirarci fuori da questa fabbrica di menabò?!

I hope guys. I hope!

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