Da Cinderella a Wonder Woman o da Wonder Woman a Cinderella!? Il passo è breve.

Cosa ci si può mai aspettare da una bambina cresciuta col racconto di Cinderella?

Tutto o forse niente. Io, personalmente, a mia figlia leggerai altro.

Perché? Perchè abituerei la sua mente a ragionare da vincente.

Il retaggio culturale, il sistema di credenze, l’educazione familiare e spesso anche gli ambienti professionali, hanno matrice Cinderelliana!

Lasciatemi passare il termine; se sto elaborando una teoria tutta mia ci sarà un perchè, datemi tempo e vi stupirò.

Vi è mai capitato di esser le uniche single ad una cena di lavoro o al matrimonio di un collega? Avrete letto negli occhi dei vostri vicini di sedia un misto di pena e tristezza a cui avreste voluto rispondere con un ‘non sono disperata amico, sto davvero bene così, UNA FAVOLA’! La mia favola.

Questo sembrano comprenderlo quasi tutti, quasi… poi la matrice Cinderelliana si impossessa di colleghi, amici, parenti, amiche e colleghe.

Ma torniamo alle bambine. Se continuiamo a riempire la testa delle pupe di stronzate simili, queste, da grandi, cercheranno la loro realizzazione in quel prototipo di favola in cui, per l’appunto Cinderella, lava, spazza, cucina e, senza uno straccio di vestito decente, sta alle dipendenze delle sorellastre che le hanno addirittura tolto ogni diritto sulle sue proprietà.

INUDIBILE.

A mia figlia leggerei altro, tipo Alice in wonderland per insegnarle ad esser curiosa ed andare oltre gli specchi, e le racconterei di Wonder Woman, delle Valchirie e delle amazzoni e la educherei a volare alto affinché possa sempre salvare se stessa e realizzare i propri sogni.

Ma torniamo a noi. Perchè ho aperto questa parentesi?

Perchè se siete nate negli anni 60-70 e 80 e forse anche prima e dopo, qualcosa di Cinderella è in voi, ha vissuto anche in me; tempo di comprendere e l’ho licenziata.

Ecco perchè, sempre più spesso, uso questi due prototipi per aiutare le donne a comprendere in quale stato verte la loro vita.

Per esser in stato Cinderelliano non è necessario esser ricoperte di stracci o stare a servizio di qualcuno. Sempre più spesso, le Cenerentole moderne, sembrano vivere in un castello apparente, con un principe azzurro che dentro cova una bestia e svolgono un lavoro di tutto rispetto che però toglie loro la gioia di vivere.

Perchè lo so? Perchè ci sono passata, sulla mia trentacinquenne pelle!

A queste donne, a queste Ceneretole moderne, mi rivolgo col cuore in mano e chiedo di;

mandare al diavolo la carrozza a tempo determinato,

rinunciare al ballo del sabato sera con le scarpette di cristallo (che solo una matta autolesionista calzerebbe),

ed imparare a volare, alto!

Non è la location, il lavoro o lo stato sociale a definirci Cenerentola o Wonder Woman ma il solo controllo e potere che abbiamo sulla nostra vita. È l’intensità delle emozioni belle che proviamo a definire quanto stiamo bene in quel castello o se quel castello è una prigione.

Forse sei una Cenerentola convinta di star bene.

Forse sei una Wonder Woman stanca ed esausta che si chiede se non sarebbe più semplice fermarsi in un castello e riposare. PER SEMPRE.

In entrambi i casi è il tuo cuore la sola bussola di cui disponi;

quanto sei felice?

quanto sei soddisfatta?

sei innamorata della vita?

ti svegli felice?

vai a letto, la sera, appagata?

ti piaci?

Il numero di si e di no ti darà la risposta di cui hai bisogno, a te la scelta.

 

Leave a reply