Gli “spariti” del primo appuntamento

Un’antica leggenda narra che tutti gli uomini spariti dopo il primo appuntamento vadano a finire in un universo parallelo in cui noi donne, dopo esser state a letto con loro, gli diamo un buffetto sul pene e gli diciamo che hanno più ego che sesso!

Eh si, le realtà parallele son sempre così, una sorta di casi umani attraverso lo specchio e quel che la donna vi trovò: tutto è il contrario di tutto e tutto è il contrario di se stesso.

Cominciamo dal primo contrario – o da ciò che contrariate ci fa sentire – quando parliamo di figure mitologiche che spariscono dopo il primo appuntamento, sia chiaro, ci riferiamo a quegli ologrammi con cui si è trascorso tempo di qualità, quelli con cui, intelligenza ed istinto suggeriscono, si è avuto un buon primo appuntamento per cui nulla facesse presagire la scomparsa dell’ologramma. In caso contrario, suppongo – e spero – si sia tutte emotivamente intelligenti da comprendere che ci si era preparate al top per un appuntamento che poi si è rivelato un flop. In questo ultimo e drammatico caso, pare che l’ologramma, risucchiato dalle nostre infrante speranze, vada a finire direttamente nel Sottosopra, inghiottito da un demogorgone. E non c’è Undi che tenga, l’ologramma resterà lì, che ci piaccia o meno; perché se il primo appuntamento è un flop, è inutile sperare che possa manifestarsi qualcosa di meglio nel secondo.

Ma noi, che di fantasia ne abbiamo tanta, dopo che l’ologramma si è smaterializzato, cominciamo a raccontarci tutta una serie di favole (e favole di proposito, data la presenza di animali non identificati) atte a giustificare l’incomprensibile sparizione.

“Sarà impegnatissimo a lavoro!” Ed ora, voglio dire, a meno che l’ologramma non lavori nell’area 51 e studi l’estrazione della ghiandola pineale dal cervello di un essere umano – che poi anche in quel caso ci andrà a fare il pipì, no?! – dicevo, a meno che non lavori in un bunker in cui ti fanno gettare il telefono in un cesso per tutta la vita, il modo di farti sentire ce l’hai. Ma a noi piace raccontarcela questa storia, uh quanto ci piace!

“Gli sono piaciuta troppo e si è spaventato!” Tutta l’autostima di questo mondo, ma se a me piace un dolce, mica resto lì a guardarlo?! No, ne faccio indigestione, e se gli piacciamo, se lo abbiamo impressionato, non dico che debba addentarci come si addenterebbe un donuts – cosa che in determinati contesti potrebbe risultare piacevole – ma almeno darci un assaggio della sua golosità e impazienza fino al prossimo pasto sarebbe gradito.

“Aspetta che mi faccia sentire io!” Ci sta! Mi duole ammetterlo ma ci sta. Non è una regola fissa il fatto che debba farsi sentire lui per primo – è vero – ma è anche vero mannaggia-la-puttana che noi ragazze – e qui ragazzi drizzate le antenne – (ho detto antenne), diamo elegantemente per scontato che vi facciate sentire voi, perché, femminismo a parte, crediamo nella galanteria e nel corteggiamento! Anche se siamo appena tornate dalla guerra in Vietnam!

“Non gli sono piaciuta!” Che ci può stare, che va benissimo e potrebbe accadere un’infinità di volte e va sempre bene, ma noi ci aspettiamo coerenza. Vogliamo sentircelo dire, perché noi pensiamo assai, e assai significa proprio assai, quindi ce lo dovete dire, così avremo modo di passare oltre e fantasticare sul perché ci avete detto che non vi piacciamo.

“Ha capito che ero troppo impegnativa per lui!” Botta di ego e di autostima, insieme agli zuccheri e alla glicemia di una colazione al bar con le colleghe, e tiriamo avanti a raccontarcela a testa alta, ma dentro lo sappiamo. Oh si, lo sappiamo bene che ci stiamo raccontando la cazzata placebo che insieme a “non è colpa tua, sono io” è la più vecchia di tutti i tempi.

Io, che di fantasia ne ho tanta e sono facilmente influenzabile dalle opere letterarie e cinematografiche, mi immagino sempre scenari alternativi degni di romanzi dispotici e distopici in cui lui, dopo un primo appuntamento con lei – che era la donna perfetta, quella della sua vita – venga risucchiato, con tutta la sua auto di merda, in un un universo parallelo in cui gli toccherà combattere contro grigi e rettiliani per salvare la terra e la sua amata fanciulla appena conosciuta. Mi racconto anche che Pennywise lo abbia tirato giù nelle fogne perché ha capito prima di me quanto fosse stronzo, e anche su questo King vince sempre! Mi dico che i Volturi si siano messi sulle sue tracce perchè la nostra unione poteva guastare gli equilibri mondiali e fare incazzare Trump e Putin non era proprio il caso. Mi dico che se esiste Jem, magari anche lui è veramente un hologram, e mi dico che è meglio così, che comunque vada; cosa vuoi che sia e che tanto “ma che me ne fott?!”

La realtà, che però ha poco di letterario, cinematografico e poetico, è che non viviamo nei fantasy, distopici, romanzi rosa, rossi o blu, e l’unico valido motivo per cui lui non debba farsi sentire dopo un buon primo appuntamento è uno:

NON GLI SIAMO PIACIUTE!

NON GLI PIACCIAMO ABBASTANZA!

NON GLI INTERESSIAMO!

È ANDATO IN UN ALTRO PRIMO APPUNTAMENTO!

STA SFOGLIANDO LA RUBRICA ALLA RICERCA DI UN’ALTRA MERAVIGLIOSA (E CHE GLI DÈI VI FULMININO SE CHIAMATE UNA DONNA COSì).

Evitiamo di fare la fine della donna di Hopper e ridiamoci su.

Ironia e cinismo a parte, vorrei annaffiare la parte finale di questo articolo con del sano realismo che, lo so, non potrà mai essere assoluto. Così vi lascio un video che la dice lunga sul quesito e la dice “vera”, “forte” e “devastante” come solo la verità sa essere:

buona visione

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