La cena delle babbione.

di Ciro Russo.

Quando Maria mi ha contattato chiedendomi di essere suo fiero scudiero nella battaglia al machismo, al sessismo, nella sfida culturale contro la differenza di genere, non ho esitato nemmeno un momento.

La mia risposta è stata un immediato sì.

Mi sono messo a lavorare, volevo scrivere un qualcosa che fosse interessante, non banale, che raccontasse di Donne speciali, coraggiose, forti. Ho spaziato nella mia libreria, accarezzato testi di Elsa Morante, Sibilla Aleramo, Oriana Fallaci, Matilde Serao, ma scrivevo e appallottolavo, perché non riuscivo ad essere felice; scrivere articoli, storie, mi dà una gioia indescrivibile, ma ora no. Avevo tutto il materiale possibile davanti a me, e in rete, per realizzare un testo ricco, affascinante, ma niente, ciò che scrivevo non mi emozionava.

Mi sono steso sul divano, continuavo a guardare da lontano i dorsi di quei libri; con l’indice sinistro battevo sulle nocche della mia mano destra nervosamente, finché lo sguardo non si è posato su una costa di colore giallo, la biografia di Eduardo De Filippo. “E che c’entra Eduardo?” mi direte.

In questi anni, per deformazione professionale, ho imparato a guardarmi intorno con occhi diversi; ho imparato, soprattutto, ad ascoltare le persone, anche quando le loro parole non erano rivolte direttamente a me.

“Origliavi!”, potrebbe obiettare qualcuno; invece no. Ho solo fatto mio un insegnamento del Grande Drammaturgo Napoletano: “Ascoltate, ascoltate le battute, le parole; segnatevele, perché si dicono cose, anche per la strada, utilissime.”

È stato così che l’eco di mille voci mi ha travolto, e invece che all’articolo per “Temi la donna che legge”, ho pensato alla mia prima commedia musicale di cui, oltre il copione, ho curato anche musica e testi delle canzoni.

Mi ritrovo, quindi, a ringraziare la Perillo per avermi dato la possibilità, ancora una volta, di andare oltre, di dare voce ai personaggi delle mie opere che, per un motivo o per un altro, sono costretti a vivere in disparte per paura di essere divorati dalla “grande bestia”: la società.

“Sì! Ma cosa c’entra tutta sta manfrina con l’articolo?”, c’entra e come, perché quell’opera, quel mio lavoro, è dedicata a tutte le Donne che, per svariati motivi, sono costrette a vivere alla mercè di piccoli, insignificanti maschietti che deputano al loro organo riproduttivo le funzioni di cervello.

La cena delle babbione”, non storcete il naso, già vi vedo sul piede di guerra: “Babbiona a chi?”, nasce da fatti di vita vissuta. Il titolo è un suggerimento delle protagoniste di questa storia: Agata, Sofia, Claudia.  Nomi inventati di persone reali che, con velata tristezza, hanno costruito le loro vite, quelle dei loro cari, celando sofferenze, fatte di tradimenti, silenzi, indifferenza, fingendo di non capire ciò che le accadesse intorno. Vittime di assurde prevaricazioni figlie di altrettanta misoginia, succubi di violenze subordinate, anche, ad arcaici retaggi che le hanno costrette a scelte insensate dalle quali hanno saputo, però, risollevarsi con forza ed intelligenza.

Ecco, questo è il contributo che ho dato come “Uomo che non teme la donna che legge”, un’opera che racconta il riscatto, la rinascita, la voglia di affermare a gran voce la propria dignità. Un testo che vuole essere una ribellione contro le ingiustizie perpetrate da una società che, pur definendosi moderna, troppo spesso marginalizza e violenta l’universo femminile. 

Ciro Russo nasce a Torre del Greco, in provincia di Napoli, il 28 maggio del 1979. Dopo il diploma di maturità scientifica conseguito presso la Scuola Militare Nunziatella, si laurea in scienze internazionali e diplomatiche all’Università degli studi di Napoli l’Orientale. Inizia la carriera bancaria a Napoli nel 2007 per poi trasferirsi dapprima a Parma e infine a Milano, dove tuttora vive e lavora. Nel 2019 fonda Milleunaparola agenzia di copywriting e servizi editoriali e, nello stesso anno, si iscrive alla SIAE, sezione DOR – lirica. Ha all’attivo quattro sceneggiature teatrali e una commedia musicale premiate in diversi concorsi letterari.

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