L’amore ai tempi di Tinder – Judit Duportail

Se pensate di poter scovare l’amore nelle app di dating, o non riuscite a staccare il dito dal cellulare perché sempre alla ricerca di un nuovo match, occhio, perché dal match allo snatch il passo è breve.

Già, perché quello scintillio che sentite ad ogni nuovo flirt potrebbe letteralmente strapparvi dalla vostra vera vita.

Abbiamo parlato di The Social Dilemma.

Abbiamo parlato del libro “dieci ragioni per cancellare i tuoi account social”.

Abbiamo parlato del libro “il capitalismo della sorveglianza”.

Ora tocca all’algoritmo dell’amore.

Ho conosciuto il libro grazie al documentario “connected” – che vi consiglio vivamente di guardare su Netflix – e con Judit è stato amore a prima vista.

Il libro si presenta come un viaggio tra cieche passioni e algoritmi che invece ci vedono benissimo. Eh già, perchè anche quando noi ci dimentichiamo totalmente di quei flirt 2.0, Tinder se ne ricorda benissimo.

Quando si lascia con il fidanzato, Judith si iscrive in palestra e a Tinder. Il desiderio di rimettersi in gioco le dà la spinta di cui abbisogno per ripartire ed in breve tempo si trova a comprare un paio di pantaloni taglia 40 e a ricevere valanghe di messaggi di uomini che sembrano interessati a lei. Com’è prevedibile, gratificazione e buon umore schizzano alle stelle. Tutto questo fino a quando Judit non scopre l’esistenza di un fantomatico Elo score: un punteggio “di desiderabilità” che Tinder attribuirebbe a tutti gli utenti. Mentre le sue avventure nel mondo dell’online dating si susseguono, l’autrice decide di andare più a fondo e con l’aiuto di avvocati, hacker e matematici, scopre che l’algoritmo alla base dell’app di incontri più famosa del mondo si basa su criteri sessisti e patriarcali.

Già. Sessisti e patriarcali.

Nasce così un’indagine sull’impatto che ha la tecnologia sull’amore, sugli incontri e sulla libertà.

Se sei un uomo molto probabilmente vedrai sfilare sul tuo smartphone donne più giovani, con un curriculm meno ricco e uno stipendio più basso del tuo.

Judit ci svela i meccanismi di Tinder, raccontando senza pudori le proprie esperienze e i risvolti più o meno piacevoli e imbarazzanti in cui tutte noi ragazze ci siamo imbattute almeno una dozzina di volte.

Vorrei che tutte le ragazze leggessero questo libro, non tanto per spingerle a smettere di usare le app di dating, ma per far capire loro che vanno usate con coscienza. Come per i libri e documentari menzionati all’inizio, lo scopo non è demonizzare il mondo dell’internet ma farlo tornare ciò che era: uno strumento.

Allo stato attuale siamo noi lo strumento nelle mani dell’algoritmo patriarcale e sessista. E se pensate che sia il caso ad avervi fatto incontrare quella persona, badate bene, leggendo il libro sarete smentite.

Pensiamo di avere il controllo sui nostri futuri flirt perché un’applicazione ci permette di scorrere a destra con un dito per approvare una persona e a sinistra per eliminarla, un gioco al massacro di cui non siamo consapevoli.

Già, perché in base alle persone che selezioniamo o eliminiamo, l’algoritmo si aggiorna selezionandone altre per noi ma sempre sulla base – tenetevi forte – dell’ ELO SCORE, il famoso punteggio di desiderabilità che Tinder attribuisce ai suoi utenti.

Quindi, se pensate che la libertà si swippare a destra e sinistra sia vera libertà, leggete quanto segue…

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Tinder ha una classificazione interna degli utenti, e non è un semplice indice di bellezza – che comunque non potrebbe essere che soggettivo – ma è basato su una raccolta dati. Per ogni persona iscritta su Tinder, l’algoritmo elabora 800 pagine di dati attingendo a Facebook e tutte le altre informazioni trovate in rete e che noi, inconsciamente, accettiamo di cedere a terzi. Nulla di male, per carità, ma non parlatemi di magia, caso o coincidenze. I match le app di dating ce li confezionano in base ai loro criteri sessisti e patriarcali.

Ecco perché io, come uno dei mach di Juju, non potrei mai innamorarmi di una incontrato su Tinder.

Ma leggetelo da voi…

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Veniamo al dunque: perché le donne dovrebbero leggere questo libro?

Perché dobbiamo smetterla di essere strumento. Perché non possiamo pensare di rivendicare i nostri diritti se noi per prime ci serviamo al patriarcato su un piatto d’argento. Perché a mio avviso le app di dating non sono un luogo dove andare a cercare gli appuntamenti, proprio perché si vanno a cercare e poi sì, ho i miei pregiudizi su chi utilizza quelle app. Mi sono iscritta quasi a tutte le app per studiarle dell’interno, nelle bio sono stata sempre onesta ed ho scritto “esperimento sociale”, tuttavia, nonostante questa chiarezza, il rischio di diventare l’esperimento di qualcuno era sempre molto alto.

Si, mi direte, ma io ho trovato l’amore su Tinder. E mi sta pure bene, ma quello che mi chiedo è: siamo certi che quest’amore lo avreste trovato comunque se Tinder non fosse esistito? Avresti comunque notato quell’uomo o quella donna per strada?

Sei stata tu a scegliere o è stato Tinder a scegliere per te?

Chi ha formato questa coppia? Papà algoritmo?

La risposta mi terrorizza.

Tuttavia approfondiremo perché sto lavorando ad una cosina molto interessante ma intanto ho bisogno che leggiate il libro di Juju e nel mentre, smettetela di cercare l’amore a primo match.

Judit Duportail

Judit Duportail è una giornalista francese che si occupa di relazioni e tecnologia. Il suo libro è nato da dall’inchiesta: I asked Tinder my deepest, darkest secret, pubblicata sul Guardian nel 2017.

  • Marchio: Fabbri Editori
  • Collana: Varia
  • Prezzo: 15.00 €
  • Pagine: 192
  • Formato libro: 21.5×14.0x1.4
  • Tipologia: BROSSURA
  • Data di uscita: 14/01/2020
  • ISBN carta: 9788891583284

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