Le misure contano.

Lo so che avete subito pensato alle dimensioni ma oggi non si parla di loro, oggi si parla di voi, di noi, di me, di scarpe e valori, di gioie e dolori.

La domenica può essere un giorno tremendo se carico di aspettative, ma se improvvisi la vita è sempre una grande scoperta.

Entusiasta delle nuvole e delle gocce di pioggia, ho deciso che era il giorno perfetto per dedicarmi allo shopping; le giornate uggiose, in primavera e in estate, sono un toccasana, non hai il problema di doverti giustificare del non voler far nulla, del non voler andare al mare… l’estate è odiosa, come si fa a vivere felici con quel caldo che ti fa sudare le sinapsi?

Si vive male si pensa male e si agisce ancora peggio.

Le nuvole invece! Loro aiutano a fare chiarezza, liberano gli orizzonti emotivi da quella cappa di umidità cerebrale che non fa ragionare. Allora ragioni e realizzi che la tua personale evoluzione necessita di un paio di scarpe nuove: vai a capire i meccanismi dell’anima e del bancomat!

Salti in sella alla tua bici e ti dirigi in quel negozietto di cui le tue amiche ti parlano da settimane, le stronze son già state lì a fare razzia di scarpe ma tu sai che il destino ha in serbo qualcosa per te. Il mio karma è compulsivo, sappiatelo, adora le scarpe, il vintage e Vuitton, ma è troppo povero per manifestarsi, dovremmo ricordarcene nella prossima reincarnazione caro karma!

Fatto sta che le nuvole non mi salvano da qualche goccia di pioggia che accolgo sula pelle come fosse Chanel n. 5, godo, fanculo l’estate!

Arrivo al negozietto, parcheggio la bici e vado incontro al mio destino: ne uscirò alleggerita, lo so, quantomeno nelle finanze.

Due corridoi paralleli e pile interminabili di scarpe, una giungla di sandali, spadrillas, stivaletti e mocassini che non lascia spazio a tentennamenti; la ricerca dev’esser condotta con serietà.

Cosa cerchi?

A saperlo signora mia! Forse il senso della vita, ma per ora vorrei provare queste…

Provo un paio di scarpe basse, sportive, di quelle che…

Poi l’occhio mi cade felino su una sfilza di sandali che non sono sandali, sono il karma che si manifesta e vuole darmi una lezione.

Li vuoi provare?

Non sarebbero propriamente il mio genere…

Ma se non li provi e non ti abitui non lo saprai mai.

Alla parola “abitui” capisco che sarà una lunga mattinata e che a farmi sudare non sarà solo la cazzo di umidità e la totale assenza di aria condizionata.

I sandali dello scandalo – strumento del demonio – non sono i sandali che immaginate: alti altissimi, belli sbrilluccicosi, scomodi e adorabili. No! Sono quei sandali a metà, quelle scarpe che si, hanno un tacco ma sono comode, che puoi mettere con tutto, che non sono definite: nel catalogo mondiale delle scarpe sarebbero la via di mezzo che nessuna donna dovrebbe percorrere.

Allora capisco che il karma si fa duro ed i miei piedi, che di strada ne hanno fatta, vogliono sottoporsi all’esperimento.

Proviamo?

Proviamo!

Ecco, avete presente Doroty con le scarpette rosse e l’euforia di indossarle e lo sbrilluccichio e la speranza di poter battere i tacchi e fare una magia?

L’esatto opposto.

La fattezza della scarpe non c’entra nulla, è la mezza misura a mettermi in stand by gli ormoni.

Vedete, tutti non fanno che ripetermi quanto sia importante trovare via di mezzo, la giusta misura tra scintillio e comodità, tra ciò che emoziona e ciò che calma ma io, ahimè, in queste mezze misure non riesco a starci.

Per me che solco la vita o con le converse o su un tacco che minimo sia dieci, la mezza misura di quel sandalo è un affronto. Perché io, o sto con i piedi ben saldi a terra nelle mie all star rosse o volo alto in un paio di decolté vertiginose, le mezze misure accomodanti, quelle che magari ti permettono di fare anche più strada beh, non fanno per me. E magari qualcuno dirà che forse non ho ancora trovato la scarpa che fa al caso mio, ma siamo sicure che esista un caso mio? E se il caso fosse chiuso?

Perché io, o volo alto o non volo. E se volo alto sui tacchi – e fidatevi che so fare cose sui tacchi che voi umani non potete immaginare, tipo scavalcare e altre raffinatezze – non importa che facciano male, ne vale sempre la pena. Quando non volo, quando sto con i piedi a terra nelle mie all star ben allacciate, so che devo fare strada, andare avanti, senza voltarmi.

Ma con quelle scarpe lì – signora – che strada prende la mia vita? Che piega do alle mie emozioni?

Non ci saranno più le mezze stagioni ma esistono le mezze emozioni?!

Rifiuto il pacco e vado avanti. Scarpa bassa e proseguo, di scarpe alte da far sognare ne ho una scarpiera di possibilità e con quelle sono capace anche di salvarmi da un tram in corsa – giuro – e salvo pure chi non è capace di salvare se stesso – giuro – e schivo ogni sanpietrino con la precisione di uno sniper: cazzo sono un genio delle scarpe! Ma nella vita – talvolta – perdo la genialità e mi imbatto in queste scarpe che già all’inizio so che non comprerò, e mi faccio anche un video con quelle scarpe ai piedi e lo mando al mio miglior amico che ovviamente mi manda il numero del suo psicanalista perché, chi mi conosce, sa che quelle mezze misure comode non fanno per me.

Sono uscita dal negozio che la signora sudava, e non solo per il caldo. Le mie teorie l’avranno destabilizzata ma almeno adesso ha capito che vendere scarpe è come fare lo psicoterapeuta, solo che dentro le persone ci entri dai piedi. Le aiuti a mettere radici o estirparle del tutto.

Oggi è una buona domenica, ho comprato un paio di scarpe basse ed eleganti.

Oggi è una buona domenica perché volare alto sui tacchi è fantastico, sì, ma tornare con i piedi a terra è terapeutico ed oggi, quelle scarpe, sono la mia lezione di vita.

Volate alto quanto vi pare, fate che sia forte però, vertiginoso, entusiasmante, emozionante, spumeggiante, scintillante e scioccante. Deve essere forte. Deve valerne il volo.

Non vi accontentate di una mezza misura che fa venire bulimia emotiva.

Le mezze misure contano? Sì, per darci la misura di ciò che non vogliamo: possiamo davvero adattarci in qualcosa, in una scarpa, che non sia della nostra misura? Cosa ci accadrebbe se percorressimo un chilometro con un paio di scarpe che ci calzano male, troppo larghe o troppo strette?

Le mezze misure contano? Non quando si tratta di valori, sulle scarpe e sui valori non si può mediare: o gioie o dolori. Nessun valore è trattabile, nessun paio di scarpe è adattabile se non ci appartiene. E allora teniamolo a mente. Teniamolo a mente, nel presente.

Quanto al volo, deve valerne il salto, altrimenti è bene restare con i piedi per terra, quantomeno non finirete accontentate.

Il mondo è pieno di scarpe bellissime, di voli pindarici che non si deve mai aver paura di fare, osate cercarle, andate avanti, senza fretta e senza sosta, nelle scarpe più vostre che avete e per me sono le mie vecchie all star rosse.

In questa foto scattata dal mio amico Andrei, ero intenta a girarmi una sigaretta fissando l’orizzonte ma così, senza senso. Ascoltavo attivamente le cazzate di Antonio su tutta una serie di argomenti da censura a sfondo sessuale.

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