L’uomo che non teme la donna che legge.

Quando quattro anni fa è nato il progetto “temi la donna che legge”, ero più giovane e sciocca. Ora, meno giovane ma sempre un po’ sciocca, mi ritrovo a tirare le somme di quello che è nato come un delirio: l’urlo di una donna che sgomitava in una società in cui gli uomini se la cantavano, se la suonavano e se la ballavano.

Quanto mi sono incazzata!

Ho fatto dirette in pigiama col mio guru Andrea Sales per urlare il mio disappunto ad un brand di intimo. Ho pubblicamente insultato un molesto mentre mi asciugavo i capelli, ho litigato per strada con uomini che guardavano quindicenni in shorts con sguardo trombino, ho commentato le mie disavventure da single e tutti quegli appuntamenti per cui mi preparavo al top pur sapendo che sarebbe stato un flop ma-se-proprio-dev-essere-una-sola-che-abbia-stile, sono diventata l’incubo delle palestre perché andavo ad allenarmi solo per studiare le creature del mondo della ghisa (ve lo ricordate quel periodo, no? Nessun body builder era al sicuro), ho asfaltato i ballerini di salsa e le loro cazzo di camice sudate (le camice sudate! Ma come si fa!?), ho reso un inferno la vita di qualche mio ex perché – cristiddio – ma davvero leggi 50 sfumature? Sei serio? Ma cazzo queste cose vanno dette al primo appuntamento che mi devo salvare per tempo dalla tua idiozia! E invece il bastardo non te lo dice e tu gliela dai e quando lo scopri ti fustighi con la rilettura di Madame Bovary e l’amante di Lady Chatterley, ma il bastardo lo mandi comunque a fare in culo. Ho postato, con tanto di nome e cognome, i messaggi degli idioti che pensavano di potermi fare complimenti a sfondo sessuale solo perché leggo saggi audaci sul femminismo. Qualche volta, lo ammetto, ho intrattenuto conversazioni di messaggistica istantanea con degli emeriti cerebrolesi solo per studiare la loro psicologia. Ah, e poi ci sono le chat di incontri, mi ci sono iscritta un periodo per condurre uno studio sociale e lo scrivevo anche in tutte le bio ma loro, il popolo delle app di dating, mica lo capiva, no! Voleva scopare. Ho studiato gli uomini al supermercato, quelli che mentre comprano assorbenti alle mogli e casse d’acqua chiamano l’amante (sbagliando assorbenti ovviamente). Ho chiesto a fedifraghi e traditi quale fosse la linea che separa l’amore dall’abitudine. Ho posato foto di me struccata male che sembravo Pierrot e foto in cui ero più decente per far capire agli uomini che non siamo e non possiamo essere una sola versione di noi. Mi sono incazzata con l’amore e poi l’amore si è incazzato con me, stamattina ho anche litigato con un incivile che pisciava per strada mentre flirtavo al telefono con un tipo che mi piace un casino e che magari avrà pensato che sono pazza, ma non è meglio che lo sappia da subito che io non riesco a stare zitta?

Insomma, mi sono concentrata sugli uomini, sui loro limiti, sui subumani che la società la rovinano sia per le donne che per gli altri uomini.

E così, temi la donna che legge, pensava di contribuire alla causa.

Ma stavo commettendo un errore.

Per combattere la disparità, il sessismo ed il patriarcato, non dovevo solo combattere gli uomini sbagliati; dovevo portare nei ranghi gli uomini giusti. E attenzione, non perché da sole noi donne non ne saremmo capaci, ma perché l’emancipazione ci riguarda tutti ed escludere gli uomini dalla lotta non ci rende tanto diverse dagli uomini che combattiamo. Mi sono chiesta se esistesse l’uomo che non teme la donna che legge, se ci fossero creature pene dotate che insieme alla creature ovaie munite potessero lottare per la stessa causa.

Così ho cominciato a guardarmi in giro, a corto raggio, e mi sono resa conto che quegli uomini – studiosi, pensatori, allenatori, scrittori, soldati – erano già al mio fianco e mi sono detta: ecco l’uomo che non teme la donna che legge!

A partire dal mio miglior amico e arrivando poi ad altri moschettieri, ho cominciato a raccogliere i pensieri e le loro filosofie di uomini straordinari che mi lottano accanto, ognuno col proprio talento.

Il primo uomo a varcare la soglia di “temi la donna che legge” è stato Luca Lobina, e non poteva essere altrimenti data la sua illuminante visione del mondo, seguito da Danilo Fricano, mente brillante e osservatore attento.

Gli altri uomini li scoprirete col tempo. Li scopriremo col tempo.

Come io sia arrivata a questo processo è storia lunga e vi tedierei raccontandovi di ore di telefonate, incazzature, sigarette, confronti e teste battute contro il muro. Vi dovrei raccontare che puoi lottare da estremista e incazzata o da stratega oculata. Vi dovrei raccontare dei cazziatoni del mio migliore amico Kong e delle imprecazioni che gli tiro dalla bocca. Vi dovrei raccontare di una donna che mi ha scritto per dirmi che dopo aver scoperto il blog ha trovato il coraggio di scrivere un libro per liberarsi dagli abusi subiti. Vi dovrei raccontare che io non sono più io ma che mai sono stata più me come ora perché sono cambiata (e sì, lo so che state pensando alla scena in cui Rocky urla che tutto il mondo può cambiare [che teste di cazzo che siete!]).

Tuttavia, etso es “l’uomo che non teme la donna che legge”.

Per questo articolo ho scelto la foto in cui Kathrine Switzer diviene la prima donna a correre la maratona di Boston nel 1967 grazie a uno stratagemma. La sua iscrizione alla maratona avvenne eludendo il divieto di partecipazione imposto alle donne, si registrò come “K.V. Switzer”, indicando le sole iniziali del nome e del secondo nome ottenendo il pettorale numero 261.

Quando si resero conto della cosa, i giudici cercarono di impedirle la continuazione della gara, strattonandola per costringerla a uscire fuori dalla pista a tre chilometri dalla partenza. La Switzer riuscì a resistere al tentativo di esclusione aiutata dal suo fidanzato, anche lui iscritto alla competizione, che la protesse dall’aggressione e portò a termine la gara nel tempo di 4 ore e 20 minuti.

Alla luce di ciò, amico pene munito, temi o non temi la donna che legge? Che fai, ce la dai una mano?

Se questo flusso di coscienza ha urtato la tua sensibilità fammelo sapere, magari per un pò smetto di mangiare carboidrati dal dispiacere. Se conosci un uomo che non teme la donna che legge presentamelo e daremo voce ai suoi pensieri, se pensi semplicemente che il pensiero valga la condivisione: share this hysteria.

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