The Last Girl – Joe Hart

Cosa accadrebbe se le donne smettessero di nascere?

Una misteriosa epidemia ha ridotto il numero di donne sul pianeta a meno di mille, l’estinzione è inevitabile. Le sopravvissute sono state isolate in un centro scientifico e, da oltre vent’anni, trattate come cavie. Loro sono convinte di essere al sicuro, hanno piena fiducia nel direttore e nella donna incaricata di “istruirle” su tutto ciò che è accaduto nel mondo nell’ultimo ventennio. Non hanno motivo di porsi domande su ciò che vi è fuori. Non hanno accesso ai libri, se non a quelli imposti dal direttore, non hanno termine di paragone, non hanno curiosità… tutte tranne una: Zoey.

Una ragazza ingestibile, un po’ come i suoi capelli ricci, lunghi e neri che, come lei rispetto al sistema in cui è rinchiusa, sembrano avere una volontà propria. 

All’interno del Complesso di Ricerca Avanzata i libri rappresentano un mistero, le ragazze sono sorvegliate giorno e notte, eppure, un libro finirà nella cella di Zoey: Il Conte di Montecristo. Qualche settimana dopo, allo stesso misterioso modo, Zoey si imbatterà ne “la lettera scarlatta”. Quei libri, che la protagonista rileggerà all’infinito, alimenteranno le fiamme che Zoey sentiva ardere dentro di sé già da tempo e la spingeranno a mettere in discussione tutto. 

Un fantasy che abbraccia la realtà in maniera paradossale. Un romanzo sulle scelte coraggiose che possono sì distruggerci ma anche renderci libere. 

“Il bene più grande non è quello che impongono con le regole, le armi e le punizioni. E’ essere liberi di decidere da soli cosa è meglio per ognuno di noi”.

Una storia di paura e coraggio, di libertà e schiavitù e dell’eterno dilemma su ciò che sembra bene e bene non è e su ciò che a volte sembra il male ma male poi non è.

Ritmo avvincente, i capitoli lasciano col fiato sospeso anche se – a tratti – le descrizioni risultano un po’ troppo dettagliate per i miei gusti. Una penna che incuriosisce e ti spinge a volerne sapere di più.

In che modo Zoey riuscirà ad ottenere la libertà per sé e le altre ragazze?

“Maledice la dipendenza nella quale l’hanno costretta a vivere. Solo un’altra forma di controllo”.

Un romanzo che affonda le sue radici in tematiche sociali importanti: quanto è libera una donna di decidere del proprio corpo? E di diventare madre?

Anche la violenza fa la sua parte e non in maniera retorica o banale, no! La violenta che troviamo fra le righe è quella di una società al limite in cui gli istinti più essenziali fanno da padroni sulla ragione e sul vivere civile. E ancora? Fin dove possono spingersi scienza e ricerca senza provare gli esseri umani della loro componente umana?

“Dopo tutto non è un male fargli credere che stanno dando la caccia a un uomo. L’alternativa sarebbe molto peggio”.

Ed è sempre così, perché nelle situazioni estreme, una donna corre sempre il rischio di veder violato il proprio corpo; una storia vecchia e attuale quanto il mondo.

The last girl però è anche un romanzo sulla solidarità femminile:

“il suo unico rimpianto è non poter aiutare le altre ragazze a scappare…”

Quanto una donna – coraggiosa e determinata – può cambiare le sorti del mondo?

Una donna determinata può tutto, questo ci è chiaro e la storia è ricca di esempi, quello che invece alle donne non è chiaro, quello che spesso a noi donne sfugge, è la consapevolezza in questo potenziale.

“E’ una donna sola, piccola, insignificante, nella vastità del mondo…”

Che però può fare la differenza.

Quello di Joe Hart non è solo un romanzo di forza, è soprattutto un romanzo di debolezza umana. Credo che sia proprio la fragilità umana a fare da protagonista nell’ambientazione apocalittica di The last girl.

“…e lei non dovrebbe fidarsi di quest’uomo perché è quello che è: un uomo.”

Sembrerebbe pura retorica, eppure Zoey ha imparato a sue spese di non doversi fidare degli uomini. Riuscirà ad esser smentita?

Riusciremo ad esser smentite?

Me lo auguro anche se i capitoli della vita non sono sempre avvincenti come quelli dei libri.

Eccezionale il ruolo dei libri in questo romanzo. Oltre ad essere il motore che accende la curiosità della protagonista, diventeranno poi la mela proibita a cui si guarderà con l’acquolina alla mente:

“…è la parete alle loro spalle a mozzarle il respiro. Scaffali e scaffali di libri si allungano dal pavimento al soffitto. Sono di ogni colore e dimensione, impilati a casaccio o disposti in file ordinate. Non si era mai sognata che esistessero così tanti libri al mondo”.

I libri ci rendono libere, confermo e sottoscrivo e l’autore ci lancia un messaggio molto forte a riguardo. Una storia che tutte le ragazzine dovrebbero leggere.

…ma è di più di questo. E’ la liberazione da anni di controllo.

Zoey, come Dantes, è piena di rabbia e la rabbia la spingerà a conoscere il suo lato oscuro, è vero, ma le farà anche prendere coscienza della forza che ha dentro, della determinazione a non arrendersi e ad andare avanti; perché quando qualcosa conta davvero, troviamo sempre il modo di andare avanti. 

Joe Hart è nato e cresciuto nel Minnesota e fin dall’età di nove anni si è dedicato alla scrittura di thriller e horror. Autore di oltre 11 romanzi, con la trilogia di The last girl ha conquistato il cuore dei lettori – compreso il mio – 

Quando non scrive, ama leggere (chissà se legge King?), guardare film con la sua famiglia e lavorare all’aperto.

Una saga che negli Stati Uniti si è guadagnato il titolo di best seller, auguriamo all’autore la stessa conquista in Italia.

Il romanzo, pubblicato da La Corte Editore, è ricco di spunti riflessivi e tematiche sociali su cui ogni ragazza dovrebbe riflettere ed interrogarsi. Io qualche domanda ancora me la sto ponendo, tipo: è lecito usare il corpo di una donna per procreare anche se è in ballo l’estinzione?

Ringrazio l’ufficio stampa della casa editrice per avermi suggerito questa lettura, conoscono i miei gusti e, come al solito, non mi deludono mai.

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